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RITROVARE GIANFRANCO FRATTINI • EXHIBIT

15.4.2018

 

 

Dal 1948 al 1968 l’Italia, uscita sconfitta dal secondo conflitto mondiale, conosce un processo di crescita inaspettato e probabilmente irripetibile. Proprio in quel periodo nasce, a opera di un gruppo di giovani progettisti legati a Gio Ponti, il design italiano. Tra questi un ruolo fondamentale è ricoperto da Gianfranco Frattini. Frattini nasce il 15 maggio 1926, nel 1953 si laurea in Architettura, ma già lavora nello studio di Gio Ponti. Nel 1954 inizia a collaborare con Cesare Cassina, che rimarrà per lui un importante riferimento. Nel 1956 apre il suo studio, inizialmente con Franco Bettonica, a Milano in via Lanzone. Numerose le aziende con cui collabora: tra esse Acerbis, Arteluce, Artemide, Bernini, Cassina, Fantoni, Gabbianelli, Knoll, Progetti, Vittorio Bonacina. Fondamentali saranno i rapporti con l’ebanista Pierluigi Ghianda e con l’azienda brianzola Bernini, rapporti che raccontano la passione di un lavoro vissuto vicino agli esecutori. Il legno è infatti per Frattini il materiale prediletto. Due sono gli obbiettivi del suo progettare: il primo è creare un parco di oggetti adatto a una classe sociale che si è rinnovata e non vuole più vivere nel panorama abitativo del passato; il secondo è quello di impostare una nuova visione degli interni che realmente riassuma in sé il furniture design. 

Ecco che, dai suoi bellissimi disegni, nascono da un lato scrivanie, credenze, panche, librerie, in palissandro, in teak o in noce nazionale, i profili sottolineati da sapienti ribattiture e le ante sovente sostituite da complessi meccanismi “a schiena d’asino”, dall’altro lato nascono interni privati, segnati da un’incredibile continuità di concezione che arriva a coinvolgere persino i soffitti, e locali pubblici come lo “Stork Club” e il ristorante “St.Andrews” che, agli inizi degli anni ‘60, segnano i riti sociali della città di Milano. 

Gianfranco Frattini muore a Milano il 6 aprile 2004. Suoi pezzi quali lo scrittoio “530” per Bernini, il tavolino “Kioto” per Ghianda, la lampada con frange “597” per Arteluce, la poltrona “849” per Cassina e il “Boalum” di Artemide sono oggi esposti nei maggiori musei di design del mondo. La mostra “Ritrovare Gianfranco Frattini” è la prima esposizione monografica al mondo dedicata a Gianfranco Frattini dopo la sua scomparsa.

 

From 1948 to 1968 Italy, exit defeated by the Second World War, knows a process of growth unexpected and probably unrepeatable. At that time, Italian design was created by a group of young designers linked to Gio Ponti. Among these a fundamental role is covered by Gianfranco Frattini. Frattini was born on 15 May 1926, in 1953 he graduated in architecture, but already worked in the Ponti studio. In 1954 he began to collaborate with Cesare Cassina, who will remain an important reference for him. In 1956 he opened his studio (initially with Franco Bettonica) in Milan, via Lanzone. There were many companies with whom he collaborated: among them Acerbis, Arteluce, Artemide, Bernini, Cassina, Fantoni, Gabbianelli, Knoll, Progetti, Vittorio Bonacina. Fundamental will be the relations with the cabinet maker Pierluigi Ghianda and the company Bernini, reports that tell the passion of a work lived close to the manufacturers. Wood was is in fact for Frattini the favorite material. Two were the most important goals of his design: the first was to create a park of objects suitable for a social class that had renewed and did not want to live anymore in the living landscape of the past. The second was to set a new vision of the interior that could sum up the furniture design itself. 

From his beautiful drawings, were born on one side desks, sideboards, benches, bookshelves, in rosewood, teak or walnut, with the doors often replaced by complex tambour. On the other side were born private interiors, marked by an incredible continuity of conception that comes to involve even the ceilings, and public places such as the "Stork Club" and the Restaurant "St. Andrews" that, in the early '60, marked the social life of Milan.

Gianfranco Frattini died in Milan on April 6, 2004. Pieces such as the writing desk "530" for Bernini, the "Kioto" coffee table for Ghianda, the "597" fringed lamp for Arteluce, the armchair "849" for Cassina and the "Boalum" lamp for Artemide are now exhibited in the world's leading design museums. 

The exhibition "Rediscover Gianfranco Frattini" is the first monographic exhibition in the world dedicated to Gianfranco Frattini after his disappearance.

 

 

 

 

“Ritrovare Gianfranco Frattini”

 

15 aprile – 30 settembre 2018

                                    

Belvedere della Villa Reale 

Viale Brianza 1, Monza

 

A cura di Marco Romanelli

con la consulenza di Emanuela Frattini Magnusson

 

Progetto di allestimento Marco Romanelli 

con la collaborazione di Giorgio Bonaguro e Luca Ladiana 

 

Progetto grafico GB Studio, Milano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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