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BISTROT CASINÓ DI SANREMO • INTERIORS

10.5.2018

Il Casinò di Sanremo, nato nel 1904 in piena epoca Liberty, conserva intatte molte delle strutture originali. In particolare al primo piano, oggi perfettamente restaurate, si trovano, in sequenza spaziale, due grandi sale, un tempo usate come “privé” per i più sofisticati “giochi francesi”, caratterizzate da finiture architettoniche in stile settecentesco: boiserie color crema con profili dorati, importanti soffitti cassettonati, immensi lampadari di Murano. In questo contesto fortemente connotato è stato inserito un nuovo spazio bistrot. Il principale riferimento progettuale va trovato nell’opera dell’architetto austriaco Adolf Loos, uno dei padri della modernità ed esponente di spicco del movimento della Secessione viennese. Da Loos è derivato il concetto di “lusso materico”, valorizzato da una essenzialità geometrica del disegno e contrapposto a una attuale concezione di lusso “come ostentazione”. Ecco dunque che un importante bancone è stato completamente rivestito da preziose lastre di marmo Verde Alpi, ma la campitura tra le lastre è ottenuta mediante elementi in tubolare brunito, così come una struttura ad alti pali, sempre bruniti, definisce lo spazio del bistrot, dividendolo da un lato dalle sale gioco e dall’altro da un’ampia zona lounge. La severità delle lamiere smaltate nere e degli stessi tubolari acquista una nuova importanza proprio contrapponendosi al marmo e alle esistenti boiserie. Nella vera e propria zona bistrot completano l’arredo piccoli tavoli di matrice ancora viennese accompagnati dalla celebre sedia “Café Museum”, disegnata dallo stesso Adolf Loos nel 1899 e ancora oggi in produzione. Fanno da contraltare a questa atmosfera volutamente citazionista gli sgabelli “Cirque” progettati dall’artista-designer Martino Gamber, ironica reinterpretazione del classico sgabello Thonet inizio secolo. Nella zona lounge viceversa si ricorda la figura di Gio Ponti, padre dell’architettura e del design italiani, per di più attivo al Casinò di Sanremo nel 1950, attraverso le poltrone “Dezza” da lui stesso disegnate. Il percorso prosegue poi, passando attraverso una saletta pranzo più riservata, verso le grandi terrazze in marmo bianco che affacciano sul mare di Sanremo, arredate, per voluta contrapposizione, con le spigolose sedute “Chair One” di Konstantin Grcic. In sintesi l’approccio adottato, pur utilizzando una sintassi progettuale assolutamente contemporanea, riesce a ricreare un’atmosfera fin de siècle.

 

 

The Casino of Sanremo, born in 1904 in the Liberty period, preserves intact many of the original structures. In particular, on the first floor, now perfectly restored, there are two large rooms, once used as "privé" for the most sophisticated "French games", characterized by architectural finishes in the eighteenth-century style: cream-colored boiserie with golden profiles, important coffered ceilings, huge Murano chandeliers.

In this strongly connoted context a new bistro space has been added. The main design reference is to be found in the work of the Austrian architect Adolf Loos, one of the fathers of modernity and a leading exponent of the Viennese Secession movement. Loos started the concept of "material luxury", enhanced by a geometric essentiality of design, firmly opposed to a current concept of luxury "as ostentation". Here then an important counter has been completely covered with precious slabs of Verde Alpi marble, but the link between the slabs is obtained by metallic burnished tubular elements, as well as a structure with high poles, again burnished, defines the space of the bistro, dividing it on one side from the game rooms and on the other side from a large lounge area. The severity of the black enamelled sheets and of the tubes acquires a new importance precisely opposed to the marble and to the existing boiserie.

In the real bistro area, small tables, designed in a Viennese style, and the famous "Café Museum" chair by Adolf Loos himself, designed in 1899 and still in production, complete the furnishing. The "Cirque" stools, designed by the artist-designer Martino Gamber, are the counterpoint to this deliberately quoted atmosphere, an ironic reinterpretation of the classic beginning of the century Thonet stool. In the lounge area viceversa I remembered, through the "Dezza" armchairs, the figure of Gio Ponti, father of Italian architecture and design, moreover active at the Casinò di Sanremo in 1950.

The spaces then continues, passing through a more reserved dining room, towards the large terraces paved in white marble that overlook the sea of ​​Sanremo, furnished, by contrast, with the sharp chairs "One" by Konstantin Grcic.

The overall atmosphere, while using an absolutely contemporary design syntax, manages to recreate a fin de siècleambience.

Data

2018

 

Interiors

Nuovo Bistrot per la Sala Dorata del Casinò di Sanremo

 

Committente

Casinò Municipale di Sanremo

 

Progetto

Marco Romanelli 

 

Collaboratore

Giorgio Bonaguro (progetto di massima) e Andrea Pitetti  (progetto esecutivo)

 

direzione lavori

Mario Tenebruso

 

direzione artistica

Marco Romanelli 

 

coordinatore della sicurezza

Mauro Malatesta

 

realizzazione

Grimar Grandi Impianti, Torino (attrezzature tecniche); D.Engineering, Torino

(architettura) 

 

arredi in produzione

Amini, Gebrüder Thonet Vienna, Magis, Poltrona Frau

 

Fotografie

Gionata Xerra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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