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HIROSHI • DESIGN

2.4.2005

Disegnare uno specchio in vetro curvato secondo la tecnica inventata

e magistralmente dominata da Fiam: questo complesso brief ci ha portati

ad accostarci alla lastra riflettente come ad una materia da modificare

in un processo assimilabile a quello dell’artista o dell’artigiano che direttamente opera su di essa. I tagli e le pieghe rappresentano l’impeto dell’ atto creativo

che viene ad incidere la perfezione dello specchio piano, superficie comunque troppo omogenea per rappresentare la contemporaneità.

L’intervento, pur garantendo la correttezza della visione, inserisce nella dimensione immobile dello specchio una componente dinamica e trasporta l’oggetto dalla prevalente sfera della funzione a quella del significato.

 

To design a bent glass mirror according to the technique invented and magically dominated by Fiam: this complex brief led us to approach the reflective slab

as a material to be modified in a process similar to that of the artist

or of the craftsman who directly operates on it. The cuts and folds represent

the impetus of the creative act that affects the perfection of the flat mirror, surface too homogeneous, in our judgment, to represent contemporaneity.

The intervention, while guaranteeing the correctness of the vision, inserts into

the fixed space of the mirror a dynamic component and transports the object from the prevailing sphere of function to that of meaning.

Data

2005

 

Specchio

Hiroshi

 

Design

Marta Laudani e Marco Romanelli 

 

Produzione 

Fiam

 

Bibliografia 

M. Orefice, “Un quadro prezioso chiamato specchio”, Il Giornale, 10 luglio 2005, p.III Red., “Un reflejo y dos interpretaciones”, Diseño Interior, 158, septiembre 2005, p.77

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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