MEDITERRANEO • DESIGN

Deformare le geometrie, inevitabilmente tonde o leggermente squadrate,

che popolano le nostre tavole, per seguire una ricerca plastica più libera

che si riallacci a forme organiche, apparentemente generate dalla natura.

Forme trovate più che progettate: i ciottoli levigati dall’acqua, le pozzanghere dopo un acquazzone o quelle linee del territorio che si leggono dall’alto, saliti

su di una collina. Registrare tali eventi naturali senza cercare una sagoma ottimale, che non esiste, e trasformarli in suggestioni progettuali.

Le sagome organiche prescelte sono quindi solo alcune tra le infinite possibili,

e acquistano valore l’una in relazione all’altra.

To deform the inevitably rounded or slightly squared geometries that populate

our tables to follow a more free plastic search that resembles organic forms apparently generated by nature. Forms more found than designed: pebbles polished by water, puddles after a storm or those lines of a landscape that you can read from above, climbed up a hill. We have set these natural events without looking for a perfect form, which does not exist, and we have transformed them into design suggestions. The chosen organic shapes are therefore only a few

of the infinite possible, and they take value each only in relation to each other.

Servizio di piatti Mediterraneo

Design

Marta Laudani e Marco Romanelli

Produzione:

Driade

Collezione permanente MIDC (Museo Internazionale della Ceramica) di Cerro Laveno

Collezione permanente Triennale di Milano

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