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STANZE • EXHIBIT

2.4.2016

 

Nella gestione degli spazi interni il nostro tempo si dibatte in alternative dicotomiche tra mostrare e celare, ovvero tra presenza e assenza, e tra “palestra” e “palcoscenico”. La casa infatti non è solo una machine à habiter,

ma anche il teatro della nostra quotidianità. In questa dualità si cela il “nervo scoperto” del progetto del XXI secolo. La “machine à habiter” prevede infatti

una perfetta distribuzione, condizioni climatiche attentamente valutate e capienti sistemi di arredi fissi. Il “teatro della quotidianità” propone invece lo show off

di oggetti e materiali che dimostrano i risultati da noi raggiunti in termini economici e di cultura: dal televisore a grande schermo al quadro d’autore,

da un ragguardevole numero di libri al salotto buono ancora ricoperto con

la plastica, dalla vasca idromassaggio alle finiture ottonate, dalla cucina

iper-tecnologica al mega divano. In ogni epoca gli individui hanno riconosciuto uno specifico “potere di rappresentazione” ad oggetti diversi e peculiari.

Ecco dunque la necessità, all’atto di affrontare il progetto di un “nuovo modello abitativo”, di analizzare il valore delle “assenze”. Non si tratta più infatti

di modificare le “presenze”, in termini di gusto e di cultura, ma di costruire

una stanza da vivere come “assenza” (spazio vuoto dedicato ai percorsi

e alla contemplazione di opere d’arte). In essa, la “presenza” tornerà, trasformata in un’esperienza da attivare in “solitaria”, dentro zone ben circoscritte, destinate alle singole funzioni della vita: dal leggere un libro allo spogliarsi, al mangiare.

Un progetto quindi che non solo valorizza in chiave estetica il concetto di vuoto, ma che prende spunto dalle differenti strutture di “famiglia contemporanea”. Famiglie, ad esempio, composte da individui ormai tutti adulti che, per necessità, rimangono a vivere insieme oppure da persone non parenti che si trovano

nel bisogno di dividere uno spazio. In questi nuclei ciascun individuo necessita

di ricreare una propria intimità, un proprio racconto, una propria

“tenda monoposto”. 

 

In the management of the internal spaces, our time is being debated

in an alternative dichotomy between showing and hiding, between presence

and absence, between "training" and "stage" spaces. The house is in fact not just a machine à habiter, but also the theater of our daily lives. In this duality lies the "raw nerve" of the XXI century design. The machine à habiter in fact provides

a perfect distribution, carefully considering micro climate and capacious built

in furniture systems. The theater of everyday life proposes instead the show off

of objects and materials that demonstrate the results we have achieved in terms

of money and culture: from the biggest TV screen to precious paintings,

from a significant number of books to the upholstery still covered with plastic, from the hot tub to the brass trimmings, from hyper-technological kitchen to mega sofa. In every period people have recognized a specific "power of representation" to different and peculiar objects. Hence the need, at the time of dealing with the design of a "new housing model", to analyze the value of "absences".

No longer a question that we change the "presence", in terms of taste and culture, but rather the idea of building a room to be lived as "absence" (empty space dedicated to the internal routes and the contemplation of works of art).

In this room, the "presence" will return transformed into an experience

to be activated in "solitary" and in very limited areas, designed to specific functions: from reading a book to undress or to eat. Our project therefore not only enhances the vacuum in an aesthetic key concept, but is also inspired by the different structures of the "contemporary family." Families, for example, composed by individuals now all adults who, of necessity, remain together

or by persons who are not relatives but find themselves in the need of dividing

a space. In these nuclei each individual needs to create its own intimacy,

its own story, its own "single-seat tent."

 

Mostra

Stanze. Altre filosofie dell'abitare

 

Curatore

Beppe Finessi

 

 

Progetto

“L’assenza della presenza”

 

Progettisti

Marta Laudani e Marco Romanelli 

 

Collaboratori

Stefano Ragazzo e Giorgio Bonaguro

 

Cliente

FLA, Federlegno Arredo Eventi

 

Date

02-04/12-09 2016

 

Foto

Andrea Martiradonna con Marcello Mariana

 

Catalogo

Marsilio 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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