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SHARPEI • DESIGN

1.4.2010

 

Questo letto si chiama ufficialmente “Sharpei”, ma tra di noi continuiamo

a chiamarlo “Sfatto” (nomignolo che gli avevamo affibbiato nelle fasi di ideazione), come si può ben vedere infatti esso ironizza sull’attitudine delle massaie ad avere il letto “bello tirato” (“non ti sedere… che ho appena rifatto il letto!”), senza grinze o piegoline. “Sharpei” viceversa propone lo “sfatto” come filosofia, immagina

il letto come un universo integralmente morbido in cui un bambino possa salire sulla testata “sformata” per poi saltarne giù. Ecco dunque il caso di un progetto

in cui l’idea proviene dall’osservazione, e dalla critica, di comportamenti molto diffusi, a sostenere un’ ipotesi di design come abitabilità e vicinanza, fisica, tattile.

 

This bed is officially called "Sharpei", but we still call it "Sfatto" (“Unmade”, nickname that we used in the design phases). As you can see in fact it raises

the attitude of the housekeepers to have the bed "handsome Pulled" ("you do not sit ... that I just rebuilt the bed!"): Without wrinkles or bumps. "Sharpei" vice-versa proposes the "unmade" as a philosophy, it imagines the bed as a wholly soft universe where a child can climb the "shapely" headboard and then jump down. This is the case for a design in which the idea comes from the observation,

and the criticism, of widespread behaviors, to support a design hypothesis such as habitability and proximity, physical, tactile.

 

Letto

Sharpei

 

Design

Marta Laudani e Marco Romanelli

 

Collaboratore

Marcello Pinzero

 

Produttore

Dorelan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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