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LISA • DESIGN

1.4.2009

Due sindromi parallele e contrapposte imperversano nel mondo del design contemporaneo: la prima é senz’altro “il gigantismo” (divani sterminati, tavoli infiniti), la seconda “la miniaturizzazione”, che tende, senza successo,

alla smaterializzazione. Tra tali due opposti si è forse persa di vista la normalità? Ecco la necessità di riscoprire il “discreto”, il garbato, il volumetricamente contenuto. La poltrona diviene allora una poltroncina. Una poltroncina, rispetto

ad una poltrona, è innanzitutto un luogo individuale (“la mia poltroncina”), capace di seguire le forme del corpo, di contenere e sostenere. In secondo luogo

una poltroncina è un passepartout, un grimaldello per riscoprire luoghi

e riti dimenticati: poltroncine attorno al tavolo da pranzo perché la conversazione non si spenga alla fine della cena; poltroncine nelle camere da letto per pensare, aspettando la sera, e passarsi una spazzola tra i capelli. Poltroncine negli ingressi per “fare subito casa”, per appoggiare una borsa, rientrando, o scrivere

un appunto, prima di uscire. Poltroncine nei saloni a fare da contrappunto

ad imbottiti lunghi come treni, larghi come bastimenti. Poltroncine infine,

ed ecco LISA, capaci di sbocciare dal suolo e di aprirsi in piccole corolle.

 

Two parallel and opposing syndromes rush into the world of contemporary design: the first is undoubtedly "gigantism" (huge sofas, infinite tables), the second is "miniaturization", which unsuccessfully tends to dematerialize the real world. Did these two opposites have lost normality? Here is the need to rediscover

the "discreet", the gentle. The armchair then becomes a small armchair.

A small armchair, compared to an armchair, is first and foremost an individual place ("my armchair!"), capable of following the forms of the body, of holding

and sustaining.

Second, a small armchair is a passepartout, a jimmy to rediscover forgotten places and rites: little armchairs around the dining table because the conversation doesn’t go off at the end of dinner; little armchairs in the bedrooms to think, waiting the evening, or passing a brush in your hair.

Little armchairs in the entrances to "make a home immediately", to put on a bag, coming back, or to write a note, before going out. Little armchairs in the living rooms to counterpoint with sofas long as trains and as wide as ships.

Little armchairs finally, and here is LISA, able to blossom from the ground

and to open themselves in small crowns.

Poltrona

Lisa

 

Design

Marta Laudani e Marco Romanelli

 

Collaboratore

Nikolaus Goettsche

 

Produzione

Driade

 

Descrizione

Struttura imbottita con rivestimento in velluto Loira oppure in pelle pieno fiore bianca.

 

Dimensioni

L. 73 P. 66,5 H. 72

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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