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AXOLUTE STYLE TECH • EXHIBIT DESIGN

22.9.2005

L’allestimento della mostra Axolute Style Tech consente di leggere la collezione Axolute di BTicino nelle sue specificità tecnologiche, estetiche ed emotive attraverso la creazione di isole pluri-sensoriali. In ciascuna di queste isole

le diverse placche Axolute vengono accostate da un lato a un’icona del furniture design (poltrone di Mies van der Rohe o di Alvar Aalto, sedute di Arne Jacobsen

o di Harry Bertoia, tavolini di Saarinen o di Meret Oppenheim, un lampadario

di Gio Ponti), dall’altro a un materiale contemporaneo particolarmente prezioso

(si susseguono essenze lignee, marmi inusuali, pesanti cristalli, tessuti sorprendenti, metalli lavorati). Ma l’allestimento non si esaurisce in questa rappresentazione statica, mancherebbero infatti le emozioni, mancherebbe l’interattività. Le “isole” fungono viceversa da centrali sensoriali: un brano musicale, differente per ogni isola, introduce una particolare “situazione narrativa” recitata da ombre (fotografate da Xerra e animate da Flandoli). Ombre di persone che, vivendo una casa immaginaria, si avvicinano alle placche o ai comandi BTicino rendendoli operativi. Il racconto della collezione Axolute non poteva infatti limitarsi a una presentazione estetica del nuovo prodotto essendo la sequenza azione-reazione fondamentale nella progettazione di un nuovo dispositivo

di comando. Il “gesto” diviene dunque il vero protagonista della mostra.

Il percorso si trasforma quindi in un crescendo tecnologico che, a partire

dal semplice atto richiesto da un tasto assiale, amplia progressivamente

 le sue valenze attraverso la proposta di touch screen, video display e vere

e proprie centrali operative.

 

The design of the “Axolute Style Tech” exhibition allows us to read the BTicino Axolute collection in its technological, aesthetic and emotional specificities through the creation of multi-sensorial islands. In each of these islands

the different Axolute switches are combined on one side with an icon of furniture design (armchairs by Mies van der Rohe or Alvar Aalto, seats by Arne Jacobsen

or Harry Bertoia, tables by Saarinen or Meret Oppenheim, a chandelier by Gio Ponti), on the other hand with a particularly precious contemporary material

(wood essences, unusual marbles, heavy crystals, striking fabrics, worked metals). But the exhibit design is not limited to this static representation, in fact, there would be a lack of emotions, a lack of interactivity. The "islands" act vice versa

as sensory stations: a piece of music, different for each island, introduces

a particular "narrative situation" recited by shadows (photographed by Xerra

and animated by Flandoli). Shadows of people who, living an imaginary house, approach the BTicino switches or commands making them operational.

The display of the Axolute collection could not in fact be limited to an aesthetic presentation of the new product being the “action-reaction sequence” fundamental in the design of a new control device. The "gesture" therefore becomes the true protagonist of the exhibition. The way along the exhibition is then transformed

into a technological growing up that, starting from the simple act required

by an axial switch, progressively expands its capacities ​​through touch screens, video displays and real operational centers.

 

Data

2005

 

Concept

Marco Romanelli

 

Allestimento

Marco Romanelli e Marcello Pinzero 

 

Cliente

BTicino

 

Triennale di Milano 

22 settembre – 16 ottobre 2005

 

Multi visione 

Mario Flandoli con Lorenzo Curone (studio 2F)

 

Fotografie in proiezione 

Gionata Xerra con Pierpaolo Mazzola e Danilo Pasquali

 

Musiche 

Scelte da Paolo Bocchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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